MONTESAGRO

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TUTTA LA PASSIONE DELLE ALPI APUANE

montesagro

Devo ammettere di giocare “in casa”. L’azienda vinicola in questione ed il vino sono pura e semplice espressione del territorio apuano e, ancor più precisamente, della città di Carrara. Tutto ricorda il territorio ed il nome del vino di Terre Apuane è un omaggio al monte “re” delle Alpi Apuane, il Monte Sagro, non tanto per l’altezza ( è alto solo 1749 m s.l.m. ) ma per la maestosità ed imponenza che lo rendono perfettamente riconoscibile fin dal mare.

L’azienda produttrice è Terre Apuane del vignaiolo Emanuele Crudeli. Dopo alcune esperienze in aziende vinicole della zona, ha deciso nel 2011 di costruire la propria azienda sulle ceneri di una precedente in cui operava. Attualmente Terre Apuane produce, oltre al Montesagro, altri due vini rossi ( Vermentino Nero e Formarossa ) e due vini bianchi ( Perle Nuvole e Biancheforme ), tutti espressione semplice e pura del territorio natio.

Conosco tutti i vini dell’azienda e li ho sempre apprezzati per la loro genuinità e per l’essere confacenti allo spirito dell’uva e del terroir da cui derivano. Sono vini sinceri, verticali, senza tagli di uvaggio inutiliche possano snaturare l’essenza stessa dei vitigni utilizzati. Il Montesagro, infatti, è un vino composto da un trittico di uve che più autoctono non si può. Sangiovese, Massarreta e Vermentino Nero che portano il titolo alcolometrico all’interessante quota di 14,5%. Infine il vino compie un’invecchiamento di almeno 12 mesi in barriques di rovere ed è prodotto in massimo 1.000 bottiglie.Parlando del Montesagro 2012, però, tutte queste sensazioni ed impressioni vengono accentuate. Già guardando il bicchiere si percepisce il suo carattere. È di un bel rosso granato vivo e luminoso ( di quella stessa vivacità di colore che è di casa nei pressi di Bolgheri ) e colpisce la corposa consistenza con la quale avvolge la superficie del bicchiere.

Al naso si apre intenso, deciso e corpulento. Non ha bisogno di molti altri aggettivi per descriverlo. Già al primo olfatto il naso viene colpito dal suo carattere e dal suo vigore, come farebbe un vero boxeur di fronte ad un avversario in difficoltà. Si percepisce chiaro e definito il bouquet di profumi. Iniziando da quello di frutti rossi e neri maturi, tendenti al macerato, come ciliegia, mora, ribes e prugna senza sottovalutare la spiccata sensazione di nota ematica portata, senz’ombra di dubbio, dal Sangiovese. Continuando nell’analisi olfattiva diventa preponderante la componente speziata ( pepe, noce moscata e cannella ) oltre allo sviluppo di quei profumi terziari dovuti al passaggio in barriques che sfociano in una leggera tostatura e finissimi sentori di cuoio.

ENTRA DECISO E POTENTE AL PALATO

Al palato la sensazione di calore è immediatamente evidente ma ciò non va a scapito della morbidezza che viene, invece,un pò maltrattata dal carattere spiccatamente tannico. Ne parlerò dopo, ma il Montesagro 2012, è un vino che avrebbe bisogno di riposo per almeno un paio d’anni prima di essere preso in considerazione. Si parlava del tannino e non si può fare a meno di lasciarsi rapire dal suo vigore e dalla persistenza che lascia in bocca. Nonostante non arrivi ad essere fastidioso quanto, perlomeno, un pò troppo potente e deciso. ( ho provato la stessa sensazione tannica/d’astringenza alle anteprime di vini “importanti”, una su tutte quella del Barolo 2011 ).

Riesce comunque ad essere abbastanza equilibrato nel suo insieme visto che sapidità e morbidezza si eguagliano, così come è da sottolineare la buona complessità che lo rende piacevole ed ammaliante. Continua ad essere intenso anche al palato, oltre che al naso. Mentre perde leggermente un pò di finezza a causa del suo presentarsi vero, schietto e sincero come il terroir e le uve vogliono. Notevole la persistenza in bocca. Possiamo assaporare il vino sul palato anche molti secondi dopo la deglutizione, grazie ai sentori di frutta macerata che ritornano uniti ad una leggera speziatura piccante come nota finale.

In sintesi è un vino corposo e non ancora maturo visto che deve smaltire un pò il tono tannico ben presente. È un vino che potremmo apprezzare tra almeno 2 anni, ma che potrebbe rimanere sulla cresta dell’onda per ancora 5/6 anni a venire. Sarà li, allora, che si potrà assistere all’ingentilimento del tannino per fare emergere, ancor di più, morbidezza ed equilibrio.

La Toscana vinicola può offrire anche altro oltre alle classiche zone conosciute e decantate (Chianti, Montalcino e Bolgheri su tutte). Basta solo avere la voglia e la passione per scoprire nuove realtà e vini che possano comunque emozionarci e rapirci.

Solo un ultimo piccolo consiglio. Ho abbinato la degustazione del Montesagro a delle tagliatelle di farro al ragù di cinghiale tagliato a coltello. Un abbinamento decisamente azzeccato!

 

https://www.vinoperpassione.com/terre-apuane-montesagro-2012/

 

TERRE APUANE SI RACCONTA A PIAZZA PULITA

Il servizio di Francesca Mannocchi sull’avventura di Emanuele Crudeli e della sua azienda vitivinicola Terre Apuane vuole raccontare l’avventura di un giovane che investe tutto nella sua passione senza avere le spalle coperte da nessuno.

http://www.la7.it/piazzapulita/video/produrre-vino-senza-essere-dalema-13-04-2015-152213

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WINE IN THE APUAN ALPS

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We’re back in Tuscany for the holidays. The trip from Nice to Florence offers the most spectacular views of sea, medieval seaside- and hilltop villages, and the mountains inland. One area that I’ve always wanted to visit is the Northwestern area of Tuscany also known as the Apuan Alps. Yup, that’s right, where no other than Michelangelo got his marble for e.g. the David from. In fact, summer or winter, these alps always show their white marble excavations (may look like snow from a distance) and as you approach Carrara you see the many marble shops and industry that have developed especially in post war times – so not all of Carrara is very pretty to look at. Surely when Michelangelo came here to choose his perfect block of marble it must have been quite enchanting, but he did have to wait 8 months for it to ship to Florence, a trip that today could be done in less than 2 hrs!

DOCUMENTARIO: TraMonti e Mare

Il mini-documentario sull’azienda vitivinicola Terre Apuane, nata nel 2011 in Toscana, a Carrara.Il video racconta la coraggiosa esperienza di Emanuele Crudeli, che da uomo artista di strada sceglie di tornare alla terra e dar vita a cinque vini di grande spessore e qualità.

Filmmaker
Luigi Montebello

Produzione esecutiva
Maura Crudeli

Comunicazione
ESC Ethical Social Communication